La sostenibilità che scorre lungo la catena del valore

Acqua e futuro12 Dicembre 2025

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Quando si parla di sostenibilità nel settore idrico, l’attenzione si concentra spesso sugli impianti, sulle reti, sulla qualità dell’acqua. Ma una parte decisiva dell’impatto ambientale, sociale ed etico di un’utility si gioca lungo la catena del valore, nei rapporti quotidiani con fornitori, appaltatori e partner. È qui che la sostenibilità smette di essere un principio astratto e diventa una pratica concreta, fatta di scelte, criteri di selezione e responsabilità condivise.

Nel contesto attuale, segnato dal cambiamento climatico, dall’aumento dei requisiti normativi e da una crescente attenzione alla trasparenza, la gestione responsabile dei fornitori è sempre più una leva strategica. Non solo per ridurre i rischi, ma per costruire filiere resilienti, affidabili e coerenti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Perché la catena del valore conta davvero

Ogni opera, servizio o infrastruttura idrica è il risultato del lavoro di una pluralità di soggetti: imprese di costruzione, fornitori di materiali, servizi tecnici, consulenze, tecnologie digitali. Le loro pratiche ambientali, le condizioni di lavoro, il rispetto dei diritti umani e delle regole di integrità incidono direttamente sulla reputazione e sulle performance dell’azienda capofila.

Una catena di fornitura poco governata può amplificare i rischi: violazioni ambientali, problemi di sicurezza sul lavoro, pratiche scorrette o non conformi alla normativa. Al contrario, una gestione strutturata dei fornitori permette di estendere la strategia di sostenibilità all’intero ecosistema industriale, rafforzando la qualità dei servizi e la fiducia degli stakeholder.

 

Il ruolo del Codice di Condotta Fornitori

In questo scenario, il Codice di Condotta dei Fornitori è uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle aziende. Non si tratta di un semplice regolamento, ma di un documento che definisce aspettative chiare, criteri condivisi e principi non negoziabili.

Un Codice di Condotta serve a:

  • chiarire quali comportamenti sono richiesti lungo tutta la filiera;
  • prevenire rischi ambientali, sociali e reputazionali;
  • favorire una cultura della legalità, della trasparenza e del miglioramento continuo;
  • rendere coerenti le relazioni commerciali con la strategia ESG dell’azienda.

Sempre più spesso, questi codici diventano parte integrante dei contratti e dei sistemi di valutazione dei fornitori, trasformando la sostenibilità in un elemento concreto di selezione e qualificazione.

Il Codice di Condotta dei Fornitori di Acquedotto Pugliese

Abbiamo adottato un Codice di Condotta dei Fornitori che estende in modo esplicito i propri valori di etica, responsabilità e sostenibilità all’intera catena di approvvigionamento. Il documento chiarisce che l’operato e la reputazione di AQP sono indissolubilmente legati ai comportamenti dei partner commerciali e che il rispetto delle norme è un prerequisito minimo per instaurare e mantenere rapporti con l’azienda.

Il Codice copre in modo strutturato tutte le dimensioni ESG. Sul piano ambientale, richiede ai fornitori di monitorare consumi energetici, emissioni, gestione dei rifiuti e uso delle risorse idriche, promuovendo pratiche di riduzione degli impatti e l’adozione di sistemi di gestione volontari. Sul piano sociale, pone grande attenzione ai diritti umani, alla tutela del lavoro, alla salute e sicurezza, alla parità di trattamento e alla prevenzione di ogni forma di discriminazione. Sul fronte della governance, rafforza i principi di integrità, anticorruzione, trasparenza, tutela dei dati personali e corretta gestione dei conflitti di interesse.

Un elemento distintivo è l’approccio orientato al miglioramento continuo: il Codice non è pensato solo come strumento sanzionatorio, ma come base per un percorso di engagement, formazione e dialogo con i fornitori. AQP prevede attività di informazione, strumenti di chiarimento, sistemi di monitoraggio e, se necessario, azioni di rimedio prima di ricorrere a misure più severe. Le performance ESG dei fornitori vengono inoltre integrate nei sistemi di Vendor Rating, influenzando concretamente le scelte di qualificazione e affidamento.


SDGs Leaders 2025, il Bilancio di Genere come leva strategica

AQP News12 Dicembre 2025

admin

Abbiamo consolidato il nostro impegno per una governance più inclusiva con il Bilancio di Genere, uno strumento che integra welfare, leadership femminile e pari opportunità all’interno della strategia aziendale. Un passo che rafforza la visione di sviluppo sostenibile della Società, basato sull’equilibrio tra crescita economica, benessere sociale e tutela delle risorse.

Il documento nasce come progetto avviato nel 2022, in preparazione alla certificazione per la parità di genere ottenuta nel 2023. Da allora, il Bilancio di Genere è diventato un riferimento per misurare i progressi dell’organizzazione e per valorizzare quanto già realizzato su temi come welfare, inclusione e parità di trattamento.

Al centro del progetto vi sono quattro pilastri strategici:

  • la parità retributiva, supportata da strumenti di analisi che consentono di monitorare e ridurre il gender pay gap;
  • lo sviluppo della leadership femminile, attraverso percorsi di empowerment e mentoring;
  • la conciliazione vita-lavoro, grazie a un sistema di welfare aziendale flessibile;
  • il contrasto alla violenza di genere, con attività dedicate di formazione e prevenzione.

 

Dal 2022 ad oggi abbiamo raggiunto una presenza femminile pari al 21% e attivato oltre 50 progetti di valorizzazione del talento femminile, affermandosi come una delle realtà più avanzate nel settore delle utility pubbliche.

Il Bilancio di Genere è pubblicato sul sito aziendale, condiviso con le organizzazioni sindacali e rappresenta uno strumento di trasparenza e confronto continuo con la comunità e gli stakeholder. La raccolta dei feedback permette infatti di aggiornare periodicamente obiettivi e iniziative, in un processo di miglioramento costante.

L’iniziativa contribuisce direttamente al raggiungimento degli SDGs 5, 8, 10 e 16, dimostrando come l’equità non sia solo un valore, ma una scelta organizzativa capace di generare impatto positivo. Acquedotto Pugliese conferma che promuovere una cultura inclusiva significa migliorare la qualità del lavoro, rafforzare la fiducia dei cittadini e costruire un modello di sviluppo più giusto e sostenibile.

Il progetto è stato presentato anche in occasione del Summit SDGs Leaders 2025, l’evento tenutosi a Roma il 6 novembre 2025, che ha riunito aziende, istituzioni e media per discutere di competitività sostenibile. In occasione dell’evento Elodia Gagliese, Sustainability Officer di AQP, è stata intervistata su questi temi. Ascolta l’intervista ciccando qui.


Siamo capofila del Progetto AQUA

AQP News7 Novembre 2025

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Il progetto, della durata di 36 mesi (settembre 2024 – agosto 2027), rientra nel programma Interreg IPA ADRION 2021–2027 e ha come obiettivo il miglioramento della resilienza dei servizi idrici dell’area adriatico-ionica rispetto ai cambiamenti climatici, attraverso lo sviluppo di strategie integrate e strumenti digitali avanzati – in particolare i Digital Twin, modelli virtuali che possono essere usati per simulare e prevedere il comportamento di sistemi idrici reali.

Il progetto mira a migliorare la gestione delle risorse idriche e ad aumentare le capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, favorendo collaborazione e scambio di conoscenze

Il cuore del progetto è lo sviluppo di un digital twin: uno strumento avanzato che integra scenari climatici, previsioni stagionali e dati di fabbisogno per supportare decisioni tempestive e migliorare la gestione della risorsa idrica.

Una tecnologia che guarda lontano, pensata per anticipare le criticità e costruire modelli replicabili, fondati su una cooperazione transnazionale e sull’adattamento alle reali esigenze dei territori.

Coordiniamo un partenariato internazionale composto da sette soggetti tra enti di ricerca e gestori idrici di Italia, Slovenia, Grecia, Albania, Serbia e Montenegro.

Il caso pilota italiano riguarda lo schema idrico Agri–Sinni, un’infrastruttura strategica che collega Basilicata e Puglia e include la diga di Monte Cotugno insieme agli invasi di Pertusillo e Cogliandrino e alle traverse di Agri, Sauro e Sarmento.


L’acqua al centro del Green Deal Europeo: sfide e opportunità per le utility

Acqua e futuro16 Ottobre 2025

L’acqua al centro del Green Deal Europeo: sfide e opportunità per le utility

Il Green Deal europeo non è solo un piano politico: è la road map che ridisegna il futuro dell’Europa, con l’obiettivo di arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Economia circolare, “inquinamento zero”, tutela della biodiversità e uso intelligente delle risorse sono le direttrici di questa trasformazione.

In questo scenario, l’acqua diventa la risorsa più strategica: garantisce salute, sicurezza e resilienza di fronte
alla crisi climatica. Per le utility idriche significa una sfida e un’opportunità allo stesso tempo: sono chiamate a innovare
infrastrutture e modelli di gestione per rispondere a normative più ambiziose e alle attese crescenti
di cittadini e territori.

Le sfide emergenti per le utility

La sfida più urgente per le utility dell’acqua è la scarsità della risorsa. Siccità sempre più frequenti mettono a dura prova le regioni del Sud Europa, e l’Italia non fa eccezione: in estate intere aree del Paese entrano in sofferenza. A complicare il quadro ci sono le perdite di rete: ogni anno, in Europa, fino al 25% dell’acqua destinata al consumo urbano si disperde prima di arrivare al rubinetto, con picchi che in alcuni casi superano il 40-60%. Uno spreco che pesa sulla risorsa, sulle bollette energetiche e sull’affidabilità del servizio.

Intanto, le regole europee alzano l’asticella: più controlli su qualità, emissioni e scarichi, nuove norme sul riuso delle acque e standard più severi sull’acqua potabile e sulle acque reflue urbane. Per le utility significa investire in impianti più moderni, laboratori di analisi più avanzati e filiere di approvvigionamento più sicure.

E poi c’è il nodo energia: depurare, pompare e trattare l’acqua richiede ancora oggi enormi quantità di energia, spesso da fonti fossili. Tagliare consumi e dipendenza dai combustibili tradizionali è ormai una necessità, non solo per l’ambiente ma anche per la sostenibilità economica delle aziende idriche.

Opportunità che emergono dal nuovo paradigma

Sfide così grandi rappresentano per le utility che scelgono l’innovazione occasioni di crescita. La parola chiave è
digitalizzazione: sensori intelligenti, smart meter e monitoraggi in tempo reale diventano alleati per scovare perdite, regolare la pressione e intervenire subito in caso di anomalie. Tecnologie che non solo rendono le reti più efficienti, ma tagliano sprechi e migliorano la qualità del servizio offerto ai cittadini.

A sostenere questa transizione ci sono risorse europee e nazionali senza precedenti. Dai programmi Horizon Europe
e LIFE fino ai fondi del PNRR, i finanziamenti permettono di modernizzare le infrastrutture e rispondere alle nuove norme. In Italia, ad esempio, il PNRR dedica una misura specifica alla riduzione delle perdite nelle reti idriche, puntando proprio su digitalizzazione e monitoraggio, con un occhio di riguardo al Mezzogiorno.

Anche la qualità dell’acqua è al centro delle opportunità. La direttiva europea 2020/2184 ha introdotto standard più severi contro microplastiche e altre sostanze, chiedendo valutazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento e garantendo accesso equo all’acqua potabile. Un salto normativo che può premiare le utility già avanti sul fronte della qualità e della trasparenza, trasformando l’obbligo in un vantaggio competitivo.

Trasformare le sfide in azioni concrete

Per noi le sfide non restano sulla carta: diventano scelte operative quotidiane. Gestire una risorsa preziosa come l’acqua, mantenere reti capillari e complesse, garantire qualità e sicurezza, accedere a fondi per nuovi investimenti sono obiettivi che richiedono pragmatismo e visione.

Abbiamo accelerato la digitalizzazione introducendo sistemi di smart monitoring per controllare le reti e anticipare i picchi di domanda, ha investito in infrastrutture più moderne per ridurre le perdite e ha rafforzato gli strumenti di previsione. Parallelamente, abbiamo reso più chiara e continua la comunicazione con i cittadini, condividendo i controlli effettuati, gli standard di qualità raggiunti e i progetti di sostenibilità avviati.
Questo approccio ha contribuito a consolidare la fiducia e a favorire il consenso intorno agli investimenti realizzati. In parallelo, abbiamo puntato sulla ricerca e sviluppo, sperimentando soluzioni innovative per migliorare ulteriormente l’efficienza delle reti e la resilienza del servizio idrico.

Per approfondire questi temi, leggi qui il Report Integrato e qui il documento su Innovazione e attività internazionali.

L’acqua al centro

Il Green Deal europeo ha riportato l’acqua al centro di una strategia che guarda al futuro sostenibile dell’Europa.
Per le utility – e per noi – non è solo una questione di norme da rispettare, ma l’occasione per innovare, diventare più efficienti e rafforzare la propria leadership. Le sfide sono complesse, ma chi ha saputo guardare avanti, investire con visione e agire con coerenza ha già raccolto risultati concreti: un servizio più affidabile per le comunità, una gestione più responsabile delle risorse e una maggiore resilienza di fronte alla crisi climatica.


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